domenica 10 agosto 2014

Tutorial come NON cuocere il Fimo

In questo articolo voglio un po' raccogliere tutte le informazioni che ho pubblicato in diversi video passati sul mio canale per chiarire le idee soprattutto a chi si è affacciato da poco al mondo delle paste polimeriche.
Inizio subito col dire che il Fimo e la maggior parte delle paste, quando non diversamente specificato (come la pasta Oplà, ad esempio) vanno cotte solo ed esclusivamente nel forno.
Mettere però la pasta sulla teglia può non essere sufficiente per una cottura fatta bene, ed io ne so qualcosa.
Prima di parlare di come questa bambolina di Angenia si sia potuta ridurre in questo stato, cerchiamo di fare un po' di chiarezza su cosa sono le paste polimeriche e perché c'è ancora qualcuno alla ricerca di metodi hippie per cuocerle.

Le paste polimeriche, di cui il Fimo è semplicemente una delle tante marche in commercio, sono fatte di materiale sintetico termoindurente. Significa che durante la lavorazione sono ad uno stato molle e amalgamabile, dopo la cottura si plastificano per sempre e non è possibile quindi riportarle allo stato iniziale. Sulle confezioni di tutte le paste c'è sempre indicata la modalità di solidificazione (che in alcuni casi può avvenire semplicemente all'aria) e nello specifico, la pasta Fimo (escluse la varianti Fimo Air, Fimo Air Light e Fimo Microwave, di cui vi parlerò in futuro) va cotta a 110° per un tempo indicativo di 30 minuti. Sono indicazioni semplici, che vanno comunque approfondite per ottenere la giusta cottura della pasta (vi sarà più chiaro tra qualche rigo). Ma se sono informazioni semplici, perché ci sono tante persone che cercano di complicarsi la vita?
Mi spiego meglio.
Quando ho scoperto la pasta Fimo all'inizio ho temporeggiato nell'acquisto perché nelle mie ricerche online mi sono imbattuta in una frase più o meno così: "il Fimo è pericoloso da usare se si surriscalda, perché rilascia fumi tossici che provocano il cancro, quindi se metti un paio di orecchini fatti con questa pasta sotto il sole d'agosto rischi di ammalarti".
Solo approfondendo ho capito che si trattava in realtà di puro allarmismo e disinformazione.
Il Fimo è composto da PVC, composto a sua volta da ftalati (di cui esistono diverse tipologie), che sono plastificanti che usiamo quotidianamente in tantissimi prodotti. Il Fimo è classificato come giocattolo e secondo le normative europee nei giocattoli non può esserci una quantità di ftalati superiore allo 0,1%.
Io mi preoccuperei di più di shampoo, spray e smalti per unghie, anch'essi prodotti con all'interno ftalati che però non sono classificati come giocattoli, di conseguenza rispondono a restrizioni diverse :)
Detto questo, senza addentrarmi in dettagli di cui non potrei parlare da perfetta ignorante, sappiate intanto che la nuova formulazione del Fimo pare abbia ridotto (o eliminato, leggo su diversi articoli) gli ftalati, ma soprattutto che questi componenti vengono rilasciati solo quando la pasta inizia a bruciare.
Per usare il Fimo infatti bisogna rispettare 3 semplici regole: non mangiarlo, non metterlo sulle ferite e non bruciarlo. Imparando quindi ad usare bene il vostro forno e a non bruciare la pasta non avrete alcun problema e magari, per maggiore scrupolo, areate l'ambiente.
Esistono però online tantissime ricette miracolose della cottura del Fimo tramite i metodi più fantasiosi: bagnomaria, a mollo in acqua, tramite il phon per i capelli e potrei andare avanti a lungo.
In questo video oltre a ribadire alcuni dei concetti già scritti approfondisco il tema mostrandovi soprattutto un esperimento interessante sulla presunta cottura del Fimo in acqua.

Ma torniamo al prologo di questo articolo e alla foto della bambolina di Angenia in mille pezzi.
Come vi dicevo, le indicazioni di cottura sui panetti di Fimo sono importanti ma non esaustive. 
Innanzi tutto il fornetto andrebbe preriscaldato, questo perché la temperatura interna impiega un po' prima di stabilizzarsi. Bisogna evitare di appoggiare la pasta direttamente sulla teglia disponendola magari su almeno uno strato di carta da forno. E' importante ricordare inoltre che nei fornetti elettrici la temperatura non è uguale in tutti i punti ma aumenta in prossimità delle resistenze per essere invece più bassa verso l'apertura. Posizionando gli oggetti al centro avrete una sicurezza in più. Chiaramente un forno ventilato sarebbe la soluzione ideale, ma un fornetto elettrico (personalmente pagato qualcosa come 50€) e un po' di attenzione in più vi faranno risparmiare parecchio, almeno agli inizi.
Il Fimo inizia a bruciarsi quando i colori prendono una tonalità più scura, fino ad annerirsi o liquefarsi nei casi più gravi. I fornetti come tutti gli elettrodomestici, con il tempo si usurano e perdono precisione, ed è quello che è accaduto al mio forno che ha iniziato a bruciare tutte le creazioni dopo pochi minuti.
Ho capito quindi che il termostato esterno non era più tarato correttamente ed ho risolto acquistando un termometro a parte che posiziono sulla teglia prima di cuocere. E' stato sorprendente notare la differenza tra la temperatura effettiva segnata dal termometro e quella fasulla del termostato!

Il Fimo però non va neppure cotto troppo poco, ed è quello che è accaduto alla bambolina che vedete in foto. Era un regalo di Natale, un acquisto che non mi è stato purtroppo mai rimborsato ma che almeno mi è stato utile per capire quanta attenzione ci voglia per cuocere davvero qualcosa in modo professionale, nel momento in cui si decide di vendere i propri accessori.
L'oggetto è arrivato integro, ma si è sbriciolato al primo tocco, non l'ho neppure indossato. Toccando la pasta sono venute via diverse parti che hanno ceduto non soltanto nel punto di giuntura, quello di solito più delicato, ma rompendosi per intero. Mi sono accorta troppo tardi che avrei potuto risolvere da sola ricuocendo per bene la bambolina, era troppo rovinata per essere riparata.
Il Fimo è un materiale che cotto bene può durare per sempre, senza rompersi mai, certo, a meno di non accanircisi sopra. Uno dei trucchi che ho scoperto con il tempo per rendere la pasta ancora più resistente ed elastica è stato aggiungere ai colori un po' di pasta trasparente, di cui ne esistono diverse marche in commercio. Le migliori in termini di elasticità e trasparenza sono 2: il panetto di Fimo Effect transparent numero 014 e il panetto di Premo Sculpey Accents 5310.
Vi spiego il dettaglio di questa tecnica in questo video dove ho anche messo a confronto pasta cotta troppo poco da me con la bambolina di sopra.

In conclusione, è possibile ottenere accessori in Fimo indistruttibili e duraturi, ma è necessario seguire le istruzioni cuocendo solo ed esclusivamente la pasta in forno (quando non diversamente specificato), alle temperature giuste, provare provare e provare varie volte per capire tutti gli errori da evitare e soprattutto conoscere bene il proprio fornetto per rendersi conto dell'effettivo funzionamento.

NB. Per diritto di cronaca, su questo LINK troverete il retroscena di questo articolo.

6 commenti:

  1. Lo sbriciolamento.... succedeva anche a me le prime volte... hai voglia di chiedere come mai.... poi prova dopo prova... ho capito quello che hai capito tu.

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    1. Io mi sono accorta del contrario, cioè dopo pochi minuti la pasta si bruciava, nonostante non avessi mai girato la manopola del termostato, e non capivo perché! Arrivavo al punto da tenere la pasta veramente pochi minuti, e lì si sbriciolava. E' stato lì che ho capito che il problema era proprio il fornetto, e infatti la temperatura effettiva era di 40 gradi maggiore rispetto a quella del termostato!
      Comunque ricorderò questo tuo messaggio come il primo commento lasciato sul sito :D Grazie :)

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  2. la teglia va messo sotto in mezzo o sopra? il calore deve arrivare dal basso, all'alto o basso e alto?
    Grazie :)

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  3. dovresti cercare di fare arrivare la temperatura nel modo più omogeneo possibile, quindi se puoi scegliere, posizione centrale, calore dal basso E dall'alto.

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  4. Ho proprio oggi fatto il mio secondo ordine e proverò anche io ad inserire il trasparente...spero che aggiornino l'ordine, sennò dovrò trovare in zona un negozietto, pare però che in una città grande come la mia siano allergici al fimo, nessuno ce l'ha! Bel post, ti avevo trovata prima per i video e ora che sorpresa il tuo blog :D
    p.s. Anche io mi ero spaventata e scoraggiata a comprare il fimo per le leggende, ma con il tuo video mi hai chiarito le idee, sai come posso calcolare i tempi di cottura oltre i classici 30 minuti?

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  5. Cia,, innanzitutto sei bravissim,, lavori stupend.. Ti chiedo solo una info. A che temperatura e per quanto tempo cuoci creazioni miste di fimo e premo (che cuoce a 130)? Un saluto

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