Pubblicato il 2011-10-03


Primi acquisti e cottura del fimo


Quando ho deciso di cimentarmi in questo nuovo hobby (eh già, mi mancava giusto qualche altra distrazione nelle mie giornate!) è sorto il problema, tutt'altro che banale, di dove comprare panetti di fimo. Non abitando in una città particolarmente ricca, grande, popolosa, all'avanguardia (insomma per dirla breve qui non c'è un cavolo!) ho dovuto ripiegare sugli acquisti online. Per la cronaca, esiste un negozio nella mia città che ha iniziato a rifornirsi di fimo, da qualche tempo, ma che espone prezzi decisamente alti e degni di una vera e propria banda di ladri. Solo se sono proprio a secco, quindi, mi piego al ricatto... Detto questo, il sito su cui acquisto la quantità maggiore di fimo, è, neanche a dirlo, fimosoft.it, con prezzi più ragionevoli e una gamma di colori piuttosto ampia. A questo punto però c'è da fare una precisazione: nel mio primo acquisto ho commesso l'errore di scegliere troppi colori, alcuni dei quali non molto dissimili (rosa, carne, fucsia, viola ecc). Il fimo infatti è mescolabile, per cui basta impastare, impastare, impastare impastare impastareimpastareimpastare (cit.) per ottenere una pasta uniforme. I colori che non dovrebbero mai, mai mancare, sono il bianco (tanto), il nero, e ovviamente i colori primari. Va tenuto presente che durante la cottura il fimo tende leggermente a scurirsi (specie se si brucia, ma a quel punto va gettato tutto ._.), per cui l'aspetto di una creazione prima e dopo la cottura non sarà esattamente lo stesso.

Su internet ho letto tante esperienze di cottura del fimo, in acqua, a bagnomaria, che ho debitamente provato. In realtà però le creazioni vanno cotte, esclusivamente, in forno (NON AL MICROONDE: LA PASTA ESPLODE LETTERALMENTE CON QUESTO TIPO DI COTTURA), ad una temperatura che oscilla tra i 110 e i 130 gradi, per un lasso di tempo che va dai 10 minuti a mezz'ora, a seconda delle dimensioni del "cosa" cuocere. Sbagliare i tempi e i gradi di cottura comporta la bruciatura della pasta, che sprigiona fumi TOSSICI (il fimo, infatti, è a base di petrolio). Per questo motivo, sebbene il forno di casa, ventilato, mi permettesse di avere creazioni migliori, ho deciso di evitare il rischio di mangiare cibi cotti nello stesso forno, e ne ho comprato uno elettrico cavandomela con una 50ina di euro.

Il motivo per cui online è possibile trovare soluzioni di cottura alternative, risiede in una confusione a priori sul tipo di pasta. Il fimo infatti non è la sola pasta sintetica in giro, anzi, ce ne sono di numerose e molto simili, come il Cernit, la premo sculpey, la sculpey III, la kato klay ecc... Il cernit, tra queste, può essere cotto in acqua. Il fimo invece sebbene si indurisca anche in questo modo, diventa granuloso e tende a sbriciolarsi. Questo perchè, appunto, l'unico modo per cuocere il fimo è infilarlo nel forno e amen.

Se create qualcosa da montare come bijoux, presumibilmente dovrà essere fornito di gancio interno, per cui ricordatevi di infilarlo nella pasta prima di cuocerla, o sarà impossibile farlo a cottura ultimata. Dal momento che il fimo(soft) ha il pregio/difetto di essere particolarmente molliccio, mettete la vostra creazione nel freezer per qualche minuto prima di inserire un gancio: la pasta, raffreddandosi, non si sformerà spingendolo al suo interno.
Nel post cottura, non abbiate fretta di tirar fuori la creazione dal forno, ma lasciate che si raffreddi piano piano, evitando sbalzi di temperatura che potrebbero rovinare irrimediabilmente il risultato finale.

Da quando ho scattato questa foto ho terminato e acquistato una quantità enorme di panetti. Questa quindi è solo una "collezione" parziale, tra caffè, succo di frutta, codice, appunti, e tanto lavoro

panetti fimo
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